Il vincolo sul riscaldamento di Habeck potrebbe ancora materializzarsi
La coalizione governativa tedesca si trova sotto pressione temporale nella riforma della legge sull’efficienza energetica degli edifici. L’obiettivo è far entrare in vigore la normativa all’inizio di luglio, con l’intenzione dell’Unione di sancire definitivamente la fine della controversa “legge sul riscaldamento” promossa dalla coalizione semaforo.
Tuttavia, la bozza della nuova “Legge sulla modernizzazione degli edifici” tarda ad arrivare. Il nodo cruciale riguarda la protezione degli inquilini dai costi accessori elevati causati dall’installazione di sistemi di riscaldamento basati su combustibili fossili.
Tempistiche incerte per l’approvazione
Una portavoce del Ministero federale dell’Economia non ha fornito una tabella di marcia precisa per i prossimi passaggi. L’unica indicazione è che si punta a un’implementazione e una presentazione al Gabinetto in tempi brevi.
Il compromesso tra clima e flessibilità
A febbraio, i capigruppo dell’Unione e della SPD hanno presentato un documento programmatico che elimina il requisito centrale della precedente normativa: l’obbligo che i nuovi impianti di riscaldamento funzionino almeno al 65% con energie rinnovabili.
La nuova proposta permetterebbe nuovamente l’installazione di caldaie a gas e a petrolio. La condizione prevista è che dal 2029 vengano miscelati combustibili ecologici come biometano, idrogeno o bio-olio da colza. Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto all’impostazione originaria che puntava a una transizione energetica più rapida.
Un equilibrio difficile da raggiungere
La questione divide chi vuole accelerare la decarbonizzazione del settore edilizio e chi teme impatti economici eccessivi sui proprietari e gli inquilini. Il dibattito rimane aperto su come garantire la sostenibilità ambientale senza gravare in modo sproporzionato sulle famiglie tedesche.











