Coppia di pensionati ristruttura appartamento anni ’90 a Barcellona

Un nuovo inizio lontano dalla grande casa: comfort e accessibilità al primo posto

Carlos, 75 anni, e Isabel, 71, avevano trascorso decenni in una villetta unifamiliare dotata di giardino e piscina. Con il passare del tempo, però, quella proprietà aveva smesso di essere pratica. Alla fine del 2022, ormai in pensione, hanno preso una decisione coraggiosa: vendere tutto e ripartire da zero in un ambiente più funzionale.

“Siamo tornati a Barcellona perché lì avevamo vissuto da giovani e, soprattutto, perché alla nostra età non volevamo più occuparci della manutenzione che richiede una casa così grande”, raccontano. Un cambio radicale di prospettiva, dettato non solo dalla nostalgia ma anche dal desiderio di semplificare la quotidianità.

La vendita si è concretizzata a marzo 2025. Appena qualche settimana dopo, ad aprile, hanno acquistato un appartamento nel quartiere di Sant Gervasi con l’intenzione precisa di rinnovarlo completamente. I requisiti erano chiari fin dall’inizio: spazi generosi, ambienti aperti e un’abbondante illuminazione naturale.

Progettare per la terza età senza rinunciare all’estetica

Esther Rovira, architetta dello studio ERA Architects e specialista in accessibilità, ha guidato l’intero progetto. La sua filosofia è inequivocabile: una casa per pensionati deve garantire autonomia e comfort, ma senza cadere in soluzioni che ricordino ambienti ospedalieri o asettici.

L’obiettivo è progettare abitazioni che permettano di invecchiare bene, senza che questa intenzione risulti evidente. Cerchiamo il massimo comfort senza che l’aspetto ricordi quello di un ospedale.

Secondo Rovira, quando si lavora per clienti in fase pensionistica occorre comprendere che lo spazio abitativo diventa il fulcro della vita quotidiana. Senza impegni lavorativi esterni, l’accessibilità e la facilità d’uso diventano elementi imprescindibili per mantenere l’indipendenza nel tempo.

Il progetto non si limita alla funzionalità. L’architetta insiste sull’importanza di integrare elementi personali della famiglia, affinché la dimora non sia solo pratica ma rispecchi anche la storia e l’identità dei suoi abitanti in questa delicata fase della vita.

Tra memoria storica e modernità: il rispetto delle origini

I proprietari volevano un doppio risultato. Da un lato, un appartamento funzionale e pratico che agevolasse gli spostamenti quotidiani. Dall’altro, desideravano che la casa portasse con sé un forte valore emotivo, circondata da oggetti e ricordi che rappresentassero il loro passato, presente e futuro.

Durante i lavori, il team ha scelto di preservare alcuni dettagli originali dell’appartamento. Si tratta di lavori di intarsio e marqueterie che la famiglia precedente aveva inserito nelle porte, negli armadi e sulle pareti della camera da letto principale. “Valeva davvero la pena restaurarli e metterli in risalto”, spiega Rovira.

L’intervento ha dato priorità all’ampiezza dei passaggi, con corridoi e porte superiori agli 80 centimetri, e alla previsione di necessità future. È stato realizzato un bagno completamente accessibile, dotato di doccia a filo pavimento e spazio sufficiente per consentire l’eventuale uso di una sedia a rotelle.

L’ispirazione vintage di Vinçon e l’estetica anni Novanta

Il concept del progetto affonda le radici in un ricordo molto personale. Uno dei proprietari aveva vissuto vicino a Vinçon, lo storico negozio di design barcellonese celebre per i suoi arredi e complementi d’arredo. Quel riferimento è diventato il filo conduttore dell’intera ristrutturazione.

“Questo leitmotiv ci aiuta a non perdere la coerenza estetica e a far sì che i proprietari si sentano davvero rappresentati nella loro casa”, sottolinea l’architetta. La personalità di Isabel è stata determinante: la sua energia e le sue preferenze precise — acciaio inossidabile, contrasti bianco-nero, elementi iconici — hanno portato il team a recuperare l’immaginario degli anni Novanta.

“Tutto ci ha riportati al tema di Vinçon: qualcosa di molto nineties, con grande personalità e un marcato carattere barcellonese legato all’euforia post-olimpica”, aggiunge Rovira. Un tuffo nel passato che diventa chiave per il futuro.

Oggetti d’arte e pezzi storici: una casa che racconta una vita

“Siamo circondati da pezzi che riflettono la nostra esistenza”, affermano i proprietari. Nell’appartamento convivono mobili e oggetti di epoche diverse: un portaombrelli modernista, pale d’altare e quadri antichi si mescolano ad arredi più contemporanei.

Il tutto è arricchito da complementi decorativi singolari, come lampade a forma di nuvola o applique floreali del XIX secolo. Una composizione stratificata che rispecchia il percorso esistenziale della coppia.

Isabel, dotata di una spiccata sensibilità artistica, possedeva già nella precedente abitazione opere di artiste catalane come Ana Perpinyà ed Elisabeth Sabala. In questa nuova dimora, la componente artistica è stata ulteriormente valorizzata: per il servizio fotografico, la stessa architetta Esther Rovira ha contribuito con alcuni dei suoi dipinti a olio.

Sostenibilità energetica: addio al gas, benvenuta aerotermia

La sostenibilità ambientale rappresenta un altro pilastro fondamentale del progetto. L’appartamento è stato concepito per eliminare completamente la dipendenza dal gas e adottare sistemi più efficienti dal punto di vista energetico.

L’acqua calda viene prodotta mediante aerotermia, una tecnologia che, secondo lo studio, “emette circa l’80% in meno di inquinanti rispetto alla combustione di gas”. Un investimento che guarda al futuro, riducendo l’impatto ambientale e garantendo al contempo bollette più leggere.

Il risultato finale: comfort, memoria e sostenibilità in perfetto equilibrio

Il risultato è un’abitazione pensata per il presente ma progettata per durare negli anni a venire. Funzionalità, memoria storica e rispetto ambientale coesistono armoniosamente in ogni angolo della casa.

“La nostra quotidianità adesso è comoda, semplice e accessibile, non solo per noi ma anche per la nostra famiglia e gli amici”, concludono Carlos e Isabel. “In fondo, è ciò che serve alla nostra età”. Un esempio concreto di come ripensare la casa possa significare ripensare la vita stessa, senza rinunciare a chi si è stati lungo il cammino.

Author

  • Stefano Tiozzo, nato a Torino nel 1985, è un fotografo paesaggista, videomaker e uno dei narratori di viaggio più stimati d'Italia. Ex odontoiatra, ha deciso di abbandonare la carriera medica per dedicarsi totalmente alla narrazione del mondo. Stefano è un vero esperto di "viaggio lento" e documentaristica; i suoi consigli spaziano dalla tecnica fotografica alla comprensione profonda delle dinamiche geopolitiche e culturali dei paesi che visita. È autore di diversi libri, tra cui "L'altra faccia della Russia", e i suoi contenuti sono noti per l'altissima qualità visiva e la capacità di ispirare una riflessione che va oltre la semplice vacanza.

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